Riforme Governo Conte

Economia circolare: cosa prevede il Decreto Crescita

L'economia circolare mira, attraverso la ricerca e l’innovazione tecnologica, a rendere i processi produttivi più efficienti in termini di tempo e di risorse impiegate e meno impattanti per l’ambiente( riduzione delle emissioni di gas serra, recupero dei materiali e minimizzazione degli scarti). Il passaggio dall’attuale modello di economia « lineare » a quella « circolare » richiede un cambiamento delle strategie di policy al fine di salvaguardare la competitività dei settori industriali e il patrimonio di risorse naturali. Il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica costituisce, pertanto, un fattore decisivo per dare impulso alla transizione, che concorre  modernizza il comparto industriale, apportando benefìci sia all’economia che all’ambiente.

A dare impulso ci prova il Decreto Crescita (DL 34/2019) in attesa di conversione. In particolare, l’articolo 26 introduce la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse. Come indicato dalla norma, possono beneficiare delle agevolazioni le imprese ed i Centri di ricerca che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, soddisfano le seguenti caratteristiche:

  • essere iscritte e risultare attive nel Registro delle imprese;
  • operare in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;
  • aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non essere sottoposto a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

Ai fini dell'ammissibilità alle agevolazioni i progetti di ricerca e sviluppo devono:
a) essere realizzati nell'ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
b) prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00) e non superiori a euro 2.000.000,00 (due milioni/00)
c) avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
d) prevedere attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all'obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali relative a:

  • innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un'ottica di economia circolare o a "rifiuto zero" e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
  • progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
  • sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l'uso razionale e la sanificazione dell'acqua;
  • strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
  • sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l'utilizzo di materiali recuperati.

Le agevolazioni sono concesse secondo un finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50% e con un contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili.